Caudium: alla scoperta dell’identità caudina

Il convegno si terrà a San Martino Valle Caudina, al Castello Longobardo Pignatelli Della Leonessa, il 22 giugno, alle ore 17.30. Saranno presenti all’iniziativa, oltre ai rappresentanti delle massime istituzioni politiche locali, i vertici delle Soprintendenze di CE-BN e di SA-AV, la Dott.ssa Tocco, studiosa di Caudium, il Mibact con il direttore dell’istituto Demoantropologico, dott. Leandro Ventura, Federculture con il Dott. Bocci e la dott.ssa Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale e candidature Unesco. Saremo onorati, inoltre, della presenza del neo capo gabinetto del Ministero dell’Interno, sua Eccellenza il Prefetto, dott. Matteo Piantedosi, che ha sposato la causa con entusiasmo e responsabilità, essendo questa la sua prima uscita pubblica in veste del nuovo ruolo che lo vede ai vertici del Viminale.

 Locandina Convegno Caudium

Lo scorso 7 febbraio presso la sede centrale di Federculture di Roma, associazione che rappresenta le più importanti istituzioni culturali del Paese pubbliche e private,si è svolta una riunione alla quale hanno partecipato il Dott. Claudio Bocci, direttore di Federculture e la dott.ssa Patrizia Nardi, che ha curato come “focalpoint” UNESCO l’iter di proposta di diversi siti candidati a patrimonio mondiale dell’Umanità, il Presidente e Sindaco di San Martino Valle Caudina Arch. Pasquale Pisano e l’Ing. Roberto Formato, già coordinatore per Federculture di diversi progetti di valorizzazione turistica-culturale.

L’incontro ha consentito di chiarire alcuni aspetti rilevanti a definire anche un’ipotesi di lavoro relativa al riconoscimento da parte dell’UNESCO del valore storico-artistico-archeologico del sito dell’antica città di Caudium. In quella circostanza è stato ribadito che un’eventuale proposta di riconoscimento non attesta automaticamente l’importanza storica di un sito; la sua concessione avviene al termine di un percorso assai complesso, che parte innanzitutto dall’individuazione del “valore culturale” del sito, inteso nella sua accezione più ampia, ovvero per le sue ricadute sui valori condivisi delle popolazioni locali sino all’intera Umanità. Nel caso delle Forche Caudine tale condizione oggettivamente non sussiste, perché per quanto celeberrimo, si tratta di un episodio storico che non ha determinato alcuna ricaduta ancora riconoscibile dall’UNESCO.

Una soluzione potrebbe essere individuata in un approccio che guardi all’identità e cultura sannita, quale civiltà pre-romana, nel suo complesso, ovvero con attenzione a un territorio più ampio della mera Montesarchio o Valle Caudina, ma integrando anche siti almeno del Molise e dell’Abruzzo.

E’ importante sottolineare, tuttavia, che non si tratta di un mero esercizio promozionale, né necessariamente legato ad operazioni di scavo le quali possono rappresentare un approdo finale solo e qualora se ne dimostri la validità sul piano della tutela e della valorizzazione, senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico.

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