L'acquedotto Carolino, Moiano

L'acquedotto Carolino è stato realizzato nel 1753 per volontà di Sua Maestà Carlo III di Borbone ad opera dell’architetto Luigi Vanvitelli con lo scopo di rifornire d’acqua il parco reale della Reggia di Caserta.

L’ultimo acquedotto, in ordine di tempo, realizzato sfruttando le sorgenti del Fizzo, è stato l’ acquedotto Carolino, costruito nel 1753 per volontà di Sua Maestà Carlo III di Borbone, ad opera dell’architetto Luigi Vanvitelli con lo scopo di rifornire d’acqua il parco reale della Reggia di Caserta.

Lungo il percorso, l’acqua alimentava mulini, lavatoi ed inoltre, giunta a Caserta attraverso un condotto secondario, alimentava le ruote dei torcitoi  di San Leucio. Giungeva, inoltre, ai giochi d’acqua della reggia e, dopo aver attraversato il bosco vecchio, le sistemazioni della Castelluccia e della peschiera grande, attraverso un condotto, raggiungeva la tenuta del Carditiello dove veniva destinata  per l’allevamento degli animali e all’irrigazione dei campi. Durante la realizzazione della sua opera, Vanvitelli incontrò nel territorio di Moiano l’antico acquedotto Giulio.

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L’acquedotto Carolino  inizia con le tre sorgenti del Fizzo, le più copiose, che da sole alimentavano l’antico mulino del Fizzo (visibile ancora oggi) e continua con le sorgenti carcarella e  ficucella. Durante il  percorso si collegano le sorgenti Noce, Fico, Molinise, Sambuco, San Sebastiano, Volla, Rapillo, Peschiera del duca e Matarano che l’acquedotto Giulio non sfruttò durante la sua costruzione. Tutte le sorgenti citate sono presenti sul territorio di  Bucciano.

L’acquedotto Carolino nel 1997 è stato dichiarato patrimonio dell’ UNESCO, definito come la più grande opera di ingegneristica del 700.

Il costo del Carolino fu  622.424 ducati.

La costruzione iniziò nel marzo 1753 e terminò 17 anni dopo nel 1770.

La sua lunghezza era di 38.480 km..

Le sorgenti partivano dalla quota di 254 s.l.m. Con una pendenza di 0.5mm per metro  giungevano alla cascata della reggia ad un altezza di 203.50 s.l.m. con una portata di 700l al secondo.

La costruzione del carolino incontrò nel tratto iniziale una serie di difficoltà dovute alla morfologia paludosa del territorio,infatti,  costrinse  il Vanvitelli  ad interventi di palificazione del territorio che consentissero la continuità dei lavori

Durante la costruzione del ponte Carlo III (ponte Amalia), presente ancora oggi sul territorio di Bucciano,  furono inserite nelle fondazioni diverse  monete.

(Fonte: associazione “N’ata storia”)

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