Il centro storico, Montesarchio

Simboli delle antiche origini della città di Montesarchio sono la Torre e il Castello risalenti al 7° secolo, durante il periodo della dominazione longobarda.

La Torre, che da il nome alla collina sulla quale sorge, fu fatta edificare come roccaforte contro l’esercito di Carlo Magno e successivamente fu affiancata dalla costruzione di un castello, in seguito distrutto dai Normanni, e ricostruito nel 15° secolo. La Torre ed il castello furono destinati a prigioni di Stato durante il regno di Ferdinando di Borbone.

Montesarchio - Castello

Nella Torre furono rinchiusi patrioti napoletani, tra i quali Pironti, Nisco e Carlo Poerio, un patriota e politico italiano. Ancora oggi è possibile visitare la cella nella quale scontò i dieci anni di carcere prima che la sua pena fosse commutata nella deportazione. Negli anni cinquanta il carcere borbonico venne chiuso e, attualmente, all’interno del corpo centrale del castello, è stato allestito il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino. Tra i reperti conservati è possibile ammirare oggetti di ornamento personale, armamenti bronzei e corredi funerari di varie epoche pre-cristiane, nonché diverse tipologie vascolari di importazione attica.

L’Associazione culturale “Sentinelle della Torre”, nata nel 2015, provvede sia all’accompagnamento dei turisti che alla pulizia dell’area esterna. Ecco l’intervista a Ciro Siciliano, presidente dell’associazione:

 

La torre e il castello sovrastano sul centro storico di Montesarchio. La peculiarità più interessante è che i suoi borghi sono ben distinti per epoche storiche. Il latovetere nasce fortificato in epoca Longobarda; al suo interno è visibile una delle poche chiese ancora esistenti risalenti all’VIII sec. L’abitato mantiene ancora la sua topografia originaria e le due porte, quella orientale e quella occidentale; il tutto è sormontato dalla più moderna abbazia di San Nicola risalente al XIII secolo. In essa si può vedere una deposizione su pala attribuita a Giovan Bernardo Lama e la statua di S. Nicola.

Il lato nuovo, di epoca Normanna, conserva una delle porte e un tratto delle mura della stessa epoca. In questo quartiere si può visitare il Santuario della SS. TRINITA’, con la sua originale statua rappresentante il mistero trinitario.

Il borgo San Francesco è costituito dal palazzo comunale ex convento francescano. Al suo interno un ampio chiostro e un monumentale ingresso barocco che accede ai piani superiori. Al centro del chiostro fa bella mostra di sé la vera del pozzo sempre in stile barocco e realizzata in pietra locale.
Adiacente al palazzo comunale (ex convento) sorge la chiesa di San Francesco con impianto degli inizi del 1300, mentre aggiunta alla vecchia facciata mediante arcate vi è la facciata nuova attribuita a Vanvitelli.
Sopra l’architrave centrale della porta d’ingresso vi sono tre stemmi angioini, mentre sull’architrave stesso vi è una lunetta a basso rilievo sullo stile della Robbia. In esso è raffigurato una crocifissione, un’annunciazione e San Ludovico da Tolosa. Al centro tra le varie raffigurazioni vi è una fascia con la data A.D. 1339. Sulle porte laterali sussistono altre due lunette ad affresco di periodo più tardo. Entrando sul lato sinistro vi è la cappella di S. Antonio sul cui altare si può ammirare una pittura su tavola raffigurante il Santo attribuita al pittore Stefano Spataro databile nella prima metà del XVI secolo.
Nella navata centrale ornata da quattro altari laterali e situato sopra il portone d’ingresso si può vedere l’organo, risalente al 1773, realizzato da Marco Biagio De Rosa di Cardito.

In Piazza Umberto I sorge il secentesco Palazzo D’Avalos con annessa cappella gentilizia (oggi parrocchia) intitolata alla Madonna della Purità e a San Leone Magno. Nell’interno della chiesa sono custodite sei tele di Oronzo Malinconico, una notevole immagine della Madonna della Purità sbalzata in rame del maestro ramaio montesarchiese Pasquale Ianniello, un Cristo del pittore montesarchiese Servodio e un quadro rappresentante la Madonna di Pompei della pittrice Frida Ciletti. A sud della stessa Piazza sorge la secentesca chiesa dell’ANNUNZIATA, sul cui altare maggiore sussiste una tela donata dal Cardinale Orsini, poi divenuto Papa Benedetto XIII.

All’estremità della piazza, è possibiloe ammirrare la torre dell’orologio. Tale costruzione fu costruita agli inizi del settecento con l’apporto economico della marchesa Anna De Guevara, consorte del Principe d’Avalos, per dare alloggio ai pellegrini di passaggio sulla via Francigena. Nel 1750 su detto ospitale fu innalzata la torre dell’orologio. In seguito su un lato di questa torre fu apposta una formella a riggiole maiolicate raffigurante lo stemma comunale, alla cui base una iscrizione in latino così tradotta, recita: “VIANDANTE FERMATI UN ATTIMO, CERTAMENTE UNA VOLTA QUESTO EROE ERA PROPIZIO AGLI ABITANTI DEL POSTO ERCOLE ALESSICACO, ORA SIA PROPIZIO A TE DIO ONNIPOTENTE, PROSEGUI FELICE SE NON VUOI (FERMARTI) IN UNA TERRA OSPITALE, SALVE”.

(Fonte: comune di Montesarchio)

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