Palazzo Pignatelli, San Martino V. C.

Il Castello Pignatelli della Leonessa era originariamente un fortilizio difensivo, realizzato dai Longobardi, nella prima metà del IX secolo, su di un colle di parti colare importanza strategica nel controllo delle vie di accesso alla Valle Caudina.

In un documento risalente all’anno 837 si accenna alla presenza in San Martino di una roccaforte e di un monastero. Ristrutturato più volte durante il periodo di dominazione Normanno-Sveva, il Castello conserva ancora oggi l’originaria fisionomia di fortezza medievale. Sono intatte gran parte delle opere difensive quali le mura merlate, le torrette di guardia ed i camminamenti.

Altrettanto ben conservati sono Il Masti o (torre difensiva), il Palazzo (ampio salone con pareti affrescate e volte ornate da fregi e stemmi), le Camita (ovvero le camere più accoglienti del Castello) sebbene, verso la fine del XVII secolo, furono ridimensionati in altezza con l’aggiunta di soffittature in legno che hanno coperto le originarie volte a sesto acuto ed a botte . Si può, tutt’oggi, ammirare la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, le prigioni, le garitte e l’oratorio interno. Nell’800 il castello passò ai Ruffo e successivamente ad Alfonso Pignatelli della Leonessa. Lasciato in uno stato di abbandono e ridotto quasi a un rudere, nel 1908 si è provveduto a demolire il piano superiore del “Masti o”, nonché dell’ala sud per “pericolo incombente”. Attualmente il Castello è stato ristrutturato e reso di nuovo abitabile grazie agli interventi voluti , in parti colar modo, dalla Duchessa Melina della Leonessa.

Il maniero, situato ad una quota di circa 400 m. è raggiungibile percorrendo una stradina che si diparte da Piazza del Gaudio per raggiungere la prima porta. Una strada lastricata in pietre conduce al secondo ingresso del complesso fortificato, costituito da un portale realizzato in blocchi lapidei con sistema archivoltato. Attraverso il portale si giunge in un suggesti vo corti le d’armi. Sulla destra si trova, invece, l’entrata della cappella gentilizia riconsacrata il 18 ottobre 1706 dal Cardinal Orsini.

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La costruzione ha pianta quasi rettangolare e mostra, nelle pareti esterne, un lieve basamento scarpato. A pochi metri dalla cappella un breve androne conduce, attraverso una ti pica scala a gradoni in pietra, nel corti le centrale della dimora padronale, a pianta quadrilatera, dominato da un’ampia scala esterna in pietra a doppia rampa, da cui si raggiungono le stanze residenziali del piano superiore tuttora abitate. Sul lato Nord- Est del corti le si affacciano gli ambienti del “Palazzo”, disposto su due piani. Al piano superiore troviamo il salone più grande del castello con pavimentazione lignea e con soffitto a volte ogivali e a crociera. La grande sala è ricca di decorazioni e affreschi dei secoli XVII-XVIII raffiguranti scene relative ad episodi storici rilevanti per la casata della Leonessa. Sulla porta orientale sono rappresentati Carlo III di Durazzo ed il Capitano Carlo della Leonessa; sulla parete Ovest re Carlo D’Angiò e Guglielmo della Marra e sulla parete Nord il maresciallo del Regno Giovanni della Leonessa. Le volte sono invece decorate da affreschi con fregi, armi d’epoca, stendardi e motivi fitoformi. Il predetto salone comunica con una sala cassettonata, attualmente sala da pranzo, la cui copertura rivela negli angoli l’antica struttura muraria a crociera. Il ribassamento delle anti che volte, effettuato nel 700, ha reso gli ambienti più ampi e abitabili. Si può inoltre ammirare il giardino pensile con numerose piante ornamentali e fioriere.

(Fonte: Ente Parco Regionale del Partenio)

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