Bonea

Bonea - piazza

La posizione geografica fa di Bonea una zona a vocazione prettamente agricola; la coltura più importante è quella della vite, da cui si produce la Falanghina, un ottimo vino bianco DOC, ma si produce anche un buon olio extra vergine d’oliva, la mela “Annurca” nonchè le celebri cipolle.

Le sue origini risalgono all’età sannita, ma resti di antiche costruzioni romane, identificate con la villa di Cocceio, situata in località San Biagio dove sono visibili resti e mura in opus incertum ed opus reticolatum, e resa celebre da Orazio che la citò nella VI satira, fanno supporre che all’epoca fu un importante centro residenziale.
Tra il XIV e il XV secolo il borgo appartenne ai Carafa, poi passò ai D’Avalos d’Aquino che amministrarono le rendite fino al 1806.
Secondo alcuni studiosi, nel luogo ove si trova l’attuale abitato, probabilmente sorgeva l’antica “caudio” distrutta nel IX secolo.
Casale di Montesarchio fino all’Unità d’Italia, divenne poi comune autonomo.

  • Bonea città caudina

I beni artistici di Bonea si trovano nel piccolo centro storico dove è possibile vedere le Cisterne romane, ruderi di opere murarie appartenenti appunto ad una cisterna romana; la chiesa di S. Nicola, caratterizzata da un portale d’ingresso architravato in pietra, con annesso un campanile su tre livelli con campane di antica fusione e terminazione a cipolla; la chiesa di S. Sebastiano, costruita nel 1506, a pianta rettangolare e ad unica navata centrale; infine, la cappella di S. Pietro, di epoca settecentesca, la cui costruzione fu voluta dal cardinale Vincenzo Maria Orsini e che presenta una facciata semplice con portale lapideo.

(Fonte: Ente Provinciale Turismo Benevento)

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