Pannarano

Comune di Pannarano

Da documenti ufficiali più attendibili l’esistenza di questo piccolo centro risale già ai secoli XIII e XIV con la denominazione di “Casali Ponderani”. Le tombe di origine sannitica, rinvenute lungo la fascia pedemontana, fanno ipotizzarne addirittura l’esistenza con in nucleo abitativo in epoca più remota, nell’epoca della civiltà dei Sanniti. Vi sono tutt’oggi forti dubbi sulle ipotesi fatte da G.B. Formichelli secondo le quali vi dovrebbe essere all’origine una delle sette Are (l’ara Panis)innalzate dai romani dopo la vittoria sui Sanniti come affermazione della loro superiorità su questo popolo. Lo stemma del Comune di Pannarano è costituito da un braccio teso in alto con mano chiusa che stringe una pergamena, quasi a far pensare che, al pugno chiuso. simbolo della forza bruta. si contrapponeva il plico della legge. Alcuni storici più cauti nelle loro ricerche come il Iamalio ed il Meomartini, non scartano l’ipotesi che vi sia stato, ai tempi dei romani, un Fundus Ponderanus, o un Pundus, termine questo, che ricorre spesso nelle iscrizioni latine del Momsen. Il feudo nel 1300 era posseduto dalla famiglia Della Leonessa, donato dalla famiglia Stendardo per il matrimonio di Guglielno della Leonessa con Isabella Stendardo.

Sarebbe stato proprio Guglielmo della Leonessa ad erigere il castello di Pannarano come utile difesa. Fu durante il dominio del figlio Marino, che questo centro subì gravi danni a causa delle lotte Aragonesi, così come riporta un famoso diario anonimo. Nel 1456 l’ebbe Gabriella della Leonessa come dote di matrinonio, poi in seguito venduto a Francesco De Lagonissa. Lo Stato delle Rendite presentato da Fabrizio della Leonessa alla Regia Camera della Sommaria il 25 Settembre 1465 riporta il feudo di Pannarano tra i possedimenti della sua casata. In seguito gli eredi di Gabriella della Leonessa fecero annullare la vendita prima descritta ed alienarono il feudo a Martino Marziale di Napoli, Regio Consigliere di Ferdinando I° d’Araragona con atto stipulato nel castello di Pannarano il 19 Aprile 1485. Con la morte del Marziale senza che egli avesse lasciato eredi legittimi, il feudo passò di diritto alla Corona di Spagna. Federico d’Aragona con atto del 31 Maggio 1498 donò il Casale Panderano de Provincia Vallis Gaudinae… al suo “paggio ” Giovannantonio Caracciolo della famiglia dei Caracciolo Rossi. A questi successe suo figlio Giovan Francesco ed ancora il figlio di quest’ultimo Ascanio nel 1587. Un Giovan Francesco ttjnhre, figlio di Ascanio Io divenne barone di Pannarano nel 1605. Sempre la stessa famiglia Io ha posseduto fino alla fine del feudalesimo.

  • Pannarano valle caudina

Il barone Benedetto Caracciolo nel 1690 invitò presso il suo castello di Pannarano un noto avvocalo Napolelano, Niccolò Amenta uomo di lettere e professore di diritto che descrisse le bellezze del paese nella sua opera: I capitoli di Niccolò Amenta avvocato napoletano (Firenze 1721). In essa il poeta loda tutto ciò che si presenta.

(Fonte: comune di Pannarano)

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